Cercare:
Ricerca avanzata
Cercare
  English
  Español
  Français
Italiano
  Português
HOME CERCARE CONTATTO
ACCESSI
Presentazione
I titoli dei membri
Il cartello
La passe
RadioLacan.com
Lacan Quotidien
LC Express
LC Express
EFP
FAPOL
Le Scuole » Il cartello

"Para la ejecución del trabajo [de la Escuela] adoptaremos el principio de una elaboración sostenida en un pequeño grupo. Cada uno de ellos –tenemos un nombre para designar a esos grupos– se compondrá de tres personas al menos, de cinco como mucho, cuatro es la medida justa. Más una, encargada de la selección, de la discusión y del destino que hay que reservar al trabajo de cada cual.

Después de un cierto tiempo de funcionamiento, a los elementos de un grupo se les propone que permuten en otro"

Jacques Lacan

Las Escuelas
 

Cos’è un cartello?
Proposto da J. Lacan sia a coloro che praticano la psicoanalisi sia a chiunque desideri studiarla, il cartello è un dispositivo di lavoro originale. Quest’invenzione lacaniana prende in conto gli effetti di gruppo e mira, per la sua struttura e per il suo funzionamento, a limitarli il più possibile.

Quattro si scelgono per lavorare
Quelli che si costituiscono in cartello si scelgono su un progetto comune di lavoro. Nel 1980, riferendosi alla maggioranza dei cartelli che funzionavano allora, Lacan ha precisato che i membri del cartello fossero in numero di quattro. Le riunioni si tengono secondo un ritmo deciso tra i membri, chiamati "cartellizzanti".

Il "più-uno"
Scelto dai cartellizzanti, il "più-uno" è la persona che s’incarica della selezione, della discussione e dell’esito da riservare al lavoro di ciascuno. La sua funzione è cruciale per sostenere con tatto il lavoro di ogni cartellizzante, per far fronte alle crisi e per mantenere la distanza tra il sapere e la verità. Il "più-uno" fa anche legame con le Scuole, nella misura in cui favorisce la presentazione dei prodotti del cartello.

Il tema di lavoro
La creazione del cartello è l’occasione, per ciascuno, di scegliere un tema o un "tratto" di lavoro: lettura di un seminario, elaborazione di un concetto o di un caso, connessione della psicoanalisi con altri campi, ecc... Al "tratto" di ciascuno si aggiunge un tema comune che diventa il titolo del cartello, sotto cui potrà dichiararsi alla Scuola.

Il prodotto proprio di ciascuno
Il lavoro effettuato non dà luogo a un prodotto collettivo su un sapere che implica l’adesione del gruppo. Si tratta, per ciascuno, in funzione del momento del suo legame con la psicoanalisi, di constatare quello che ha potuto essere modificato della sua relazione col sapere analitico.

La presentazione dei lavori
I prodotti del cartello possono essere presentati alle giornate dei cartelli, che premettono di portare alla luce del sole le elaborazioni. Anche le differenti pubblicazioni del Campo freudiano possono essere il luogo di presentazione di alcuni lavori.

La permutazione
Il cartello non può durare più di uno o due anni. Al termine di questo periodo, esso viene sciolto. Questa necessaria conclusione permette di evitare l’inerzia, che si constata nei gruppi di lavoro che durano in eterno, facendo ostacolo all’evento di un sapere nuovo per il soggetto. Nell’Atto di Fondazione del 21 giugno 1964 Jacques Lacan ha presentato per la prima volta il dispositivo del cartello in questo modo:
"Quanti verranno in questa École si impegneranno a svolgere un lavoro sottoposto a un controllo interno ed esterno. È loro garantito in cambio che niente sarà risparmiato affinché tutto quel che faranno di valido abbia risonanza che merita, e al posto che converrà. Per lo svolgimento del lavoro, adotteremo il principio di una elaborazione sostenuta in un piccolo gruppo. Ciascun gruppo (abbiamo un nome per designare questi gruppi) sarà composto da un minimo di tre persone, da un massimo di cinque, quattro e la misura giusta. Più una incaricata della selezione, della discussione e dell’esito da riservare al lavoro di ciascuno. Dopo un certo tempo di attività, gli elementi di un gruppo si vedranno proporre di cambiare in un altro."
Qualche anno dopo, nel suo Seminario dell’11 marzo 1980, D’écolage, Lacan aggiunge qualche precisazione al dispositivo del cartello:
"[…] immediatamente, io avvio la Causa freudiana – e restauro in loro favore l’organo di base ripreso dalla fondazione della Scuola, cioè il cartello, di cui, fatta l’esperienza, affino la formalizzazione. Primo – Quattro si scelgono per perseguire un lavoro che deve avere il suo prodotto. Preciso: prodotto proprio di ciascuno e non collettivo. Secondo – La congiunzione dei quattro si fa intorno a un Più-uno, che, se è qualunque, deve comunque essere qualcuno. È a suo carico vegliare sugli effetti interni all’impresa e provocarne l’elaborazione. Terzo – Per prevenire l’effetto-colla, al termine fissato di un anno, due al massimo, si deve fare la permutazione. Quarto – Nessun progresso si deve attendere, tranne la periodica messa a cielo aperto dei risultati come delle crisi di lavoro. Quinto - Il sorteggio assicurerà il rinnovo regolare dei punti di riferimento creati al fine di vettorializzare l’insieme."

Il cartello oggi
La pratica accumulata dall’invenzione di questo dispositivo istituzionale mostra la sua fecondità nella lettura dei testi di riferimento, nello studio dei concetti fondamentali e nell’investigazione permanente della psicoanalisi. È uno strumento della formazione degli analisti e un organo di base della Causa freudiana.
Nel 1994, Jacques-Alain Miller, preoccupato da una certa routine che si era insediata nel funzionamento di questo dispositivo in alcune Scuole dell’AMP, fece conoscere alcune riflessioni che invitavano a riprendere l’essenziale del "piano Lacan", raccolte in due testi:

Il cartello nel mondo:
"[…] l’esigenza etica, epistemologica […] che Lacan fece intendere, è supposta doversi compiere in un lavoro che è il lavoro della Scuola, e questo lavoro passa attraverso il cartello […]"

E la Scuola al rovescio:
"[…] nell’intenzione di Lacan, il lavoro della Scuola […] passava attraverso il cartello. Attraverso il cartello, vale a dire: non attraverso i seminari, né i corsi o le conferenze o i convegni. Niente di tutto questo: attraverso il cartello"

Jacques-Alain Miller si è fatto pure intendere e il cartello, di fatto, non è solamente in vigore, ma è qualcosa in più: attraverso il suo dispositivo, diverse Scuole sono attualmente al lavoro per il IV Convegno dell’AMP.

 
TESTI DI RIFERIMIENTO
Ver textos de referencia
 

LE SCUOLE
DELLA AMP >>
EBP ECF ELP EOL NEL NLS SLP